Sulla classe

La scuola è una realtà sorprendente! Una singola classe può rappresentare una microsocietà odierna che, in quanto tale, può anche far abbastanza schifo. E non è solo il microcontesto della società ma anche dei ‘micropersonaggi’ della società. Politici, ballerine, mamme, comici e personaggi di reality:  tipi di questo genere e di altro possono affollare di questi tempi le classi scolastiche.

Tutto si svolge nella più quieta consuetudine. Non ci si potrebbe mai immaginare, da studenti, di essere piccoli protagonisti e interpreti della vita extrascolastica e addirittura famosa.

Cominciamo col descrivere, senza un ordine, la figura del comico. Quello del comico è un ruolo molto ambito anzi, la maggior parte dei personaggi sono proprio dei comici. Bisogna fare però una distinzione tra ‘comici sempre comici’ e ‘comici tristemente simpatici’. Mi correggo, solitamente si parla di comico tristemente simpatico (ruolo del singolo). I primi, in gran numero, sono quelli che portano allegria alla classe con canti, spettacoli e show giocati perlopiù sulla volgarità. Sono ritenuti i più simpatici per le loro digressioni fra una lezione e l’altra e poi sono quelli che richiamano uno scoppio di risata improvviso. Sono senza pensieri e la loro simpatia ti fa scordare pure i tuoi. Molti spettatori, i più accaniti, si perdono nelle risa non riuscendo più a riemergere, passando intere ore esilaranti. Insomma, sono dei veri e propri artisti della spensieratezza!

Il comico tristemente simpatico è della razza delle più tristi. Sorride anche se dentro piange e la sua straordinaria, sotttile comicità spesso gli riempie il viso di facce buffe e originali. Gioca tutto sullo stupore per le piccole cose, avendo successo o passando completamente inosservato. La sfiga è all’ordine del giorno e spesso paradossalmente si deprime.

Poi ci sono le ballerine, anch’esse specializzate nell’arte dell’intrattenimento. La loro bravura sta nell’apparire come creature singole e rare ma nello stesso tempo nel volerti comunicare che tutti potrebbero dimenarsi in quel modo. I loro balli sono energici e snodati e ti invitano a seguirle, come spesso succede a chi le ammira. Esse riempiono di vivacità i lunghi tempi morti a scuola. I personaggi dei reality, insieme ai comici, sono in maggioranza. Essi sono dei ripieni di pigrizia al cioccolato (alcuni sono grassi) le cui funzioni vitali sono ridotte all’osservazione passiva altrui e, qualche volta (se ci sono colpi di scena inaspettati), ad esprimere commenti spesso frivoli o di stupore.

Ecco le mamme, anch’esse impegnate, non socialmente s’intende, ma in ”famiglia”. Come delle madri protettive che diventano indomabili quando i loro piccoli sono in pericolo, allo stesso modo queste sono pronte a tirar fuori gli artigli nel momento in cui si cerchi di portar via loro qualche “diritto” o si commetta un’ingiustizia. Esse sono donne rispettabili, dolci sempre come madri che sembrano aver cura di tutti, ma inviperite e pronte a scacciar chiunque provi a ferire i loro onori.

Come in ogni società, anche in questo piccolo mondo si fa politica. Più che rappresentare dei personaggi politici, i membri della classe formano degli insiemi che rassomigliano ai partiti italiani. E anche qui vi è una maggioranza, un partito dell’amore e una minoranza, un partito dell’odio. Anche qui la parte più forte e persuasiva ha preso il sopravvento. Quelli dell’amore originariamente costituivano l’intera classe, come un enorme cuore dato dall’unione di molti altri. Col passare del tempo, questa straordinaria pangea si suddivise, vista la crescita e la maturazione di alcuni membri del partito i quali decisero di seguire un programma diverso. L’inaspettata divisione creò dei contrasti interni, generando odio. Coloro i quali furono considerati portatori di odio erano individui che avevano maturato attitudini differenti, valorizzando alcuni interessi piuttosto che altri. Le lingue si diversificarono: i diritti che erano tali per quelli dell’odio, venivano considerati doveri per quelli dell’amore, la giustizia di quelli dell’odio veniva chiamata ingiustizia da quelli dell’amore e così via. Ma a quelli dell’odio spiaceva questa inconveniente situazione che portava separazioni e conflitti. Proprio per questo anche essi aderirono al grande partito dell’amore, tentando di sopportare le differenze interne con gli altri. Ogni lite veniva subito assorbita da pianti isterici e abbracci consolatori e tutto passava. E così si sopravviveva ai giorni.

Ma un giorno questo clima di falsa complicità non soddisfece più quelli dell’odio, i quali facevano partito a sè stante, discutendo dei problemi presenti e del clima pesante che si respirava. Ci si accorgeva della convenzionalità di certi sorrisi e colpi d’occhio che facevano da ‘aggiustatutto’, rendendo apparentemente vivibile il contesto. Ma ormai ci si era dentro fino al collo e non sarebbe stato facile far andare in porto molte delle proposte che si erano fatte.

E fu così che nacque la sinistra scolastica dalla debole e pigra opposizione che tuttora esiste in classe.

~ di ambraromano su aprile 30, 2010.

13 Risposte to “Sulla classe”

  1. accidenti!!! complimenti per l’aulicità dello scritto e per la cruda e scomoda verità trapelata dalle tue parole! Brava. continua così!

  2. ahahahh!ambra che idee che ti vengono..!bhe, aspettiamo le prossime puntate allora, vediamo cosa riuscirà a fare questa sinistra scolastica..ma credo proprio niente, anke perchè ormai la scuola è finita ahah!

    • lo so ‘misteriosa’ moreninha però non è una scusa questa!Credo bisognerebbe darsi una mossa lo stesso in questo mese anche in modo semplice a partire dalle cacchiate in cui tu non confidi molto!Fidati di più! :- P

  3. comincio col farti i miei complimenti per questa “opera d’arte”.veramente scritta nel migliore dei modi e piena di metafore che ne descrivono pienamente la nostra situazione scolastica.alla base di questa tua analisi sulla classe penso sia “dovere” di noi alunni preoccuparci anche dei problemi scolastici anzichè pensare solamente a quelli personali..la nostra classe è proprio questa e come si nota non è delle migliori..il problema di base è la mancanza, innanzitutto, di “stima” e solidarietà..si pensa sempre più, ed in questo anno maggiormente, ad interessi “convenienti” e “mirati”. non si ha per niente l’amalgamento della classe e questo mi dispiace perchè tutto questo “distacco”, questo volere essere superiori all’altro non ci porterà da nessuna parte,anzi la classe diventerà una “cattiva maestra di vita”.i nostri pensieri maligni,i nostri volere dare necessariamente la “colpa” a qualche altro non ci apriranno la strada alla “vera avventura della vita”. Non è facile,ma credo che almeno nel nostro piccolo mondo scolastico(come nella vita del resto) sia necessario provare a riportare o portare tutti i vari personaggi non al medesimo ruolo, ma a ruoli complementari tra loro..

    • caspita hai scritto tanto! sì, sono d’accordo anch’io, credo che sia nostro dovere interessarci a far andare le cose in classe se non bene, almeno meno schifose!Comunque non andiamo sul particolare, il mio è un articolo che illustra ‘le classi’ e non la classe. La nostra è solo servita da ispirazione!Grazie Tweety!

  4. Mi piace questa analisi alla microsocietè-classe, anche se è molto negativa. Analisi che può essere estesa ad ogni gruppo,in quanto ogni gruppo non è che il riflesso della società con le sue figure e controfigure.Tuttavia nella tua analisi, s mio avviso, manca la figura del leader,figura presente in ogni gruppo,ergo anche nel gruppo classe. Anche se nella peculiarità del gruppo classe non si tratta di leader in senso stretto, ma piuttosto di piccoli cardinali Richelieu!
    Inoltre in un articolo firmato Ambra Romano mi aspettavo un riferimento al teatro dei burattini!
    Complimenti!!Sei riuscita a stupirmi(ed è difficile perchè io di te non mi stupisco più)!!!

    • diciamo che la figura leader era rappresentata dal partito dell’amore che non riguarda persone in particolare ma ‘modi di pensare e fare’. In pratica il berlusconismo a scuola, quello che diverte, distrae e ‘ama’!

  5. ok..e i burattini e burattinai in una classe, come del resto (purtroppo) nella società sono sempre presenti, come mai non ne hai parlato? Sono rappresentati anche loro dal partito dell’amore?

  6. Che tristezza!!!

  7. Una sottile analisi antropologica, di cui andare fieri. Come sempre, sono le figure femminili le più interessanti: le ballerine e, soprattutto, le madri meritano una profonda riflessione e hanno in sé un forte vigore immaginifico.
    Tra l’altro questo post ha il merito di mostrare come ormai i modelli televisivi (e quindi berlusconiani) siano penetrati a fondo in tutti i livelli della nostra cultura.

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